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Nuovi progetti di Invernomuto, MASBEDO, Antonio Scaccabarozzi e Veit Stratmann, la mostra monografica on-line Liliana Moro. A place for playing e Let’s go MoRE! ad ArtVerona

 

Venerdì 13 ottobre 2017 MoRE - Museum of refused and unrealised art projects, in occasione della partecipazione alla fiera d’arte ArtVerona,presenta nove nuovi progetti e un’esposizione virtuale di progetti artistici mai realizzati.

Saranno on-line le nuove acquisizioni di MoRE, donate da Invernomuto, MASBEDO, e Veit Stratmann, invitati da Marco Scotti, Antonio Scaccabarozzi, invitato da Ilaria Bignotti, a fianco di una mostra di progetti di Liliana Moro, curata da Elisabetta Modena e Anna Zinelli.

Invernomuto con Noises from Above (2005-?)presenta un progetto tra documentario e installazione, che  nasce dall’interesse degli artisti intorno al paese di San Damiano, vicino a Piacenza. Questa zona ospita infatti sia una base militare della NATO sia un santuario legato all’apparizione della vergine Maria nei primi anni Sessanta: l’indagine muoveva dal suono prodotto dalle esercitazioni degli aerei da guerra e dalla natura dello spazio militare a fianco di un immaginario religioso, alla ricerca di un possibile dialogo e punti in comune, nel contesto di un piccolissimo paese della pianura padana.

Anche MASBEDO hanno donato a MoRE un progetto per un film mai realizzato, ispirato a una piéce teatrale del 1975 di Reiner Werner Fassbinder, Der Muell, die Stadt und der Tod (I rifiuti, la città e la morte). Il titolo di lavorazione del film Degna di Goebbels (2011) è infatti ripreso da uno dei cartelli esposti durante le violente proteste che scoppiarono in Germania e impedirono di fatto la messa in scena dello spettacolo di Fassbinder in un teatro fino al 2009, a causa delle accuse di antisemitismo. Il lavoro di MASBEDO consisteva nel riprendere un’attrice, Silvia Calderoni, in un bosco, mentre recitava il testo teatrale con un megafono fino ad arrivare di fronte a una lapide su cui era incisa appunto la frase del titolo, circondata da un branco di lupi. 

Veit Stratmann presenta The Rhine Swing, progetto irrealizzabile per  una gigantesca altalena pensata per oscillare sopra il fiume Reno, tra le località di Daubensand (Alsazia, Francia) e Schwanau (Baden, Germania): una rappresentazione - non priva di ironia - della cooperazione Franco-Tedesca, e uno strumento per l’artista funzionale a una critica in primis della forma progettuale e più in generale delle dinamiche economico-politiche in atto tra i paesi europei. La ricerca di Veit Stratmann utilizza infatti il non realizzato e il concetto di non realizzabilità come strumento per affrontare criticamente discorsi politici o economici-politici, spesso legati al concetto di sicurezza.

L'Archivio Antonio Scaccabarozzi dona due progetti dell'artista Antonio Scaccabarozzi (1936-2008): il primo si intitola Rotazione continua orizzontale (1975), consiste in un intervento pittorico ambientale proposto dall’artista per la facciata della Scuola Materna di Merate; il progetto appartiene alla ricerca condotta da Scaccabarozzi fra la fine degli anni ’60 e la prima metà degli anni ’70, inerente ai cicli dei Fustellati. 
Il secondo, Ambiguità dell’angolo (1978) è il nome di cinque progetti relativi ad un intervento ambientale per uno spazio chiuso, formato da due pareti e un pavimento confinanti in un angolo. Il progetto vuole mettere in discussione la realtà dello spazio e la sua teorizzazione concettuale, attraverso l'azione percettiva, e testimonia la vocazione ambientale di tutta l’opera di Scaccabarozzi.

La mostra virtuale Liliana Moro. A place for playing presenta infine quattro opere di arte pubblica non realizzate, concepite dall’artista tra il 2002 e il 2009.
In bocca al lupo (2002), proposto al il 3° Premio Internazionale di Scultura della Regione Piemonte e Testa di Pinocchio (2003), un progetto di parco giochi presentato alla mostra Playgrounds and Toys organizzata dall’associazione Art for the World, prevedevano la creazione di due grandi sculture percorribili al proprio interno, utilizzabili dai bambini come delle “case gioco”. Entrambi i lavori attingevano a un repertorio iconografico legato al mondo dell’infanzia, coniugandolo con una riflessione sullo spazio che trova nel concetto di “casa” la propria formalizzazione privilegiata.
Viene e va (2005) è l’installazione vincitrice, poi non realizzata per motivi logistici e organizzativi, alla della 7° edizione del “Premio ArteGiovane – Torino incontra l'arte. Una porta per Torino”. L’ultimo progetto, Preferisco il rumore del mare (2009) – titolo che riprende l’omonimo film e un verso di Dino Campana -  era stato presentato al concorso di riqualificazione di Piazza Verdi a La Spezia e prevedeva una pavimentazione colorata della piazza, che avrebbe ripreso le decorazioni musive di Fillia, Prampolini e Mazzoni del vicino Palazzo della Posta, e 99 trombe acustiche che avrebbero emesso un fischio in coincidenza dell’alta marea.
La mostra intende porre questi quattro progetti non realizzati in relazione con altre opere di arte pubblica di Liliana Moro, indagando il modo in cui si inseriscono all’interno di una poetica da sempre caratterizzata da un’attenzione per la relazione tra interno ed esterno, tra pubblico e privato, a partire da primissimi lavori come La Passeggiata (1988), fino a progetti più recenti come 29,88 KMQ (2015), promosso dalla Fondazione Zegna nel comune di Trivero.

MoRE. a museum of refused and unrealised projects, sarà inoltre tra le realtà all’interno della sezione i8-spazi indipendenti di ArtVerona. Con il progetto LET’S GO MoRE! A journey in the unrealised and refused art projects of XX and XXI centuries, a cura di Ilaria Bignotti, Elisabetta Modena, Marco Scotti, Valentina Rossi e Anna Zinelli, MoRE presenterà alcuni progetti dal suo archivio digitale, a partire dal tema del viaggio, di Davide Bertocchi, CRASH! (Scott King e Matthew Worley), Giovanni Ozzola, Paolo Scheggi, Lorenzo Scotto di Luzio, Erwin Wurm: dal Regno Unito al Sud America, dall’Est Europa all’Italia, www.moremuseum.org si traduce in una sempre più ampia mappatura, per tappe concettuali e tematiche, di progetti non realizzati e rifiutati tipologicamente analizzati, dal libro d’artista alla grande installazione ambientale, dal video alla performance. http://www.artverona.it/in-fiera/i8-spazi-indipendenti/

 


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